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Con l'aiuto di un editoriale pubblicato su Torino7 scritto da Gabriele Ferraris desideriamo introdurre con queste parole la presentazione della sesta e forse ultima edizione di UN PAESE A SEI CORDE. E' un messaggio accorato di dolore e di grande amarezza. I privati si fanno carico di sostenere la cultura. Svolgono così un'azione supplente rispetto a quella dello stato. Lo stato o meglio il pubblico in genere non ha più soldi. Meglio: i soldi che ci sono devono essere destinati a necessità prioritarie. Ergo la cultura NON è una necessità prioritaria. E' esattamente quello che affermano alcuni: "Se a quelli lì piace tanto il culturame se lo paghino loro". In altre parole esistono beni essenziali da finanziare con un criterio solidale e altri beni che essenziali non sono: chi li vuole se li paga. Con un ostinato lavoro ai fianchi si sta facendo passare l'idea che la cultura è un bene NON essenziale. Per nostra fortuna alcune amministrazioni contrastano questa politica e si fanno carico di sostenere le iniziative culturali proposte dalle associazioni perchè credono al valore dell'offerta culturale per i loro cittadini. Per nostra e vostra fortuna ci sono dei privati che suppliscono. La generosità e l'intraprendenza dei privati salveranno forse la cultura in questi tempi bui. Ma ciò non deve far dimenticare un concetto cardine: in ogni società civile, in ogni momento storico, la CULTURA ha avuto un ruolo essenziale, non accessorio. Nei ringraziamenti dopo la quinta edizione della rassegna ci siamo domandati: ma chi ce lo fa fare? La risposta è una sola: il cuore, la passione e l'amore per la musica e per quello che è il nostro impegno culturale, sicuramente non il guadagno ne' l'interesse economico. Siamo dei sognatori e ci piace garantire il lavoro degli artisti e di tutto l'indotto che sta loro intorno. Abbiamo iniziato a lavorare da ottobre per realizzare anche la sesta edizione. Ci siamo riusciti e ci siamo impegnati molto, economicamente. Anche se alcune amministrazioni si sono tirate indietro e altre non danno cenni di risposta. Restateci vicini, aspettando che finisca questa maledetta notte.
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