Facebook  Youtube 

Un Paese a Sei Corde

c/o La Finestra sul Lago Associazione Culturale

lafinestrasullago(at)libero.it

Tel. +39 0322 96333


Peter Finger & Ahmed El-Salamouny & Giovanni Palombo

13/08/2017

Acoustic Guitar Night

PETER FINGER - AHMED EL-SALAMOUNY - GIOVANNI PALOMBO
Armeno - 13 agosto 2017

“C’erano un Italiano, un Tedesco e un Egiziano... Ma nooo, è un altro Tedesco! Ma dai, con quel nome arabo, è di sicuro Egiziano... E poi fa musica brasiliana! Che confusione...”
No, non è la solita barzelletta, ma stiamo parlando dell’insolito sodalizio che in una gelida serata di metà agosto si è esibito per noi ad Armeno, ai piedi del Mottarone. Stiamo parlando nientemeno che di Giovanni Palombo, l’Italiano, Peter Finger, il Tedesco, e di Ahmed El-Salamouny, il Tedesco dall’origine egiziana e dalla passione per la musica brasiliana.

Certo c’è voluta tutta la creatività dei tecnici de UN PAESE A SEI CORDE per ridare dignità al bizzarro palco allestito in piazza dalla ProLoco, con davanti (ma proprio davanti!) uno stravagante lampione dalle due lampade scompagnate a dividere a metà la scena. E il pubblico si è divertito tra commenti e congetture almeno fino all’inizio del concerto.

Poi, quando la musica è cominciata, non c’è stato spazio per altro se non per gli applausi. Tra il fragore delle motorette e il tintinnio dei bicchieri del bar vicino, il primo ad entrare in scena è stato Giovanni Palombo che alla piazza affollata nonostante il freddo fuori stagione ha offerto un piccolo set dai brani ritmati e arricchiti da sapienti percussioni. Le dita nervose correvano sulle corde per Martyn, dedicato ad un suo mito chitarristico di gioventù, ma anche per W Paco, omaggio al grande Paco de Lucia, passando dalla briosità di Halleluja, tra gli applausi di un pubblico che cercava di non farsi distrarre dal rumore tutto intorno.
Dopo di lui è stata la volta di Ahmed El-Salamouny, che ha lasciato subito tutti senza fiato con la sua musica fresca e leggera ed una tecnica impeccabile. Poche parole in Italiano prima di passare all’Inglese per presentare i suoi brani ed una cordialità semplice lo hanno reso subito simpatico, mentre le sue splendide chitarre dalle corde in nylon, di cui una a sette corde, incantavano con le sue belle composizioni, come la romantica Crhystal Voyager, e incantevoli omaggi a celebri compositori come Joao Pernambuco, Tom Jobim o Baden Powell. Grandi gli applausi del pubblico e persino le tazzine sul bancone del bar sembravano tenere il tempo col loro tintinnio.
Quando Peter Finger è salito sul palco e ha cominciato a pizzicare le corde coi suoi fingerpicks d’acciaio è stato subito chiaro del perché sia diventato un mito nel mondo della chitarra acustica. Le sue agili dita correvano sulle corde per regalare pezzi allegri e freschi come la sempre deliziosa Niemandsland, o sognanti come We’ll Meet Again. Allegro e spensierato ha divertito i presenti con la sua musica prima di richiamare gli altri due compagni di viaggio per l’ultima parte di questo concerto. Qualche classico da arricchire con il loro diverso modo di suonare e un blues improvvisato e divertente in cui anche Palombo ha tirato fuori il meglio di sé, godendo del magnifico terzetto di mostri sacri che era riuscito a portare sui palchi italiani. Autumn Leaves il brano scelto per il bis richiesto dai lunghi applausi. Vista la temperatura di questa sera e gli spettatori imbacuccati come ad ottobre, forse ne capiamo il motivo.

Patrizia & Mauro Gattoni


 





Un Paese a Sei Corde
P. Iva 01846330031