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Un Paese a Sei Corde

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Bob Bonastre

15/08/2017

Vibrazioni dal mondo

BOB BONASTRE
Madonna del Sasso - 15 agosto 2017

Ormai il concerto di Ferragosto nel Santuario della Madonna del Sasso, proteso verso il cielo del lago d’Orta, è diventato un appuntamento fisso per UN PAESE A SEI CORDE. E ogni anno gli organizzatori portano quassù un musicista in grado di regalare al pubblico emozioni degne di questo luogo straordinario. Quest’anno a riempire la chiesa di una musica palpitante, intima e potente è stato Bob Bonastre, artista francese molto legato al nostro festival. Europa e Africa - ma non solo - riunite nelle corde e nel cuore, con canzoni senza parole per essere comprese in ogni parte del mondo, senza limiti e senza confini. La voce incredibile di Bob era capace di abbracciare tutti i registri con grande duttilità mentre le sue mani correvano sulla chitarra dimostrando una tecnica meravigliosa. Due strumenti racchiusi in un unico musicista, delicato e spiritoso, col suo Italiano un po’ “esoterico”, per parlare direttamente all’anima del pubblico. Fratelli di Viaggio, il brano di apertura dedicato a Lidia e Domenico, ha subito catturato tutti, prima della sorpresa della musica allegra, dai ritmi afro e le sonorità insolite di un brano nuovo nuovo, suonato qui per la prima volta. Grandi gli applausi per questa musica insolita e intensa che riusciva a portare un soffio di leggerezza nella chiesa. E tra i banchi hanno cominciato a comparire smartphones e telecamere a filmare un’esperienza così suggestiva da volerla condividere con gli amici o, semplicemente, per conservarne il ricordo. Così come i ricordi di una vita trascorsa tra Africa e oceano Atlantico si sono trasformati nella musica che Bob porta in giro per il mondo. Mondo che continua ad arricchirlo con i suoi incontri e le sue esperienze. Tuoute une Vie, Theme of Love, Il Canto della Terra, titoli in tutte le lingue per melodie straordinarie e senza tempo. Intenso e commovente, Le Passage, quasi un grido dal profondo dell’anima, fino ad esalare l’ultimo anelito di vita, ha lasciato tutti senza fiato, mentre The Shaman’s Call, rude e selvaggio, ci ha letteralmente scaraventati in un villaggio africano. Grandi gli applausi che hanno costellato questo concerto emozionante. E il bis non è stato da meno. In piedi, senza amplificazione, nella penombra tra i banchi al centro della chiesa, Bob ci ha regalato Bamaco, dedicata a tutte le persone arrivate dall’Africa, in un modo o nell’altro. Un momento di grande suggestione, in cui tutte le culture africane si sono mescolate con il nostro mondo. E non poteva accadere altrove se non qui, nel cielo del nostro piccolo lago.

Patrizia & Mauro Gattoni

 





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