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Un Paese a Sei Corde

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Sandro Di Pisa e Marco Roverato

22/06/2018

Ridere con le orecchie a Suno

SANDRO DI PISA & MARCO ROVERATO
Suno - 22 giugno 2018

Che un concerto jazz potesse essere tanto spassoso non lo avremmo creduto nemmeno noi. Eppure di musica ne abbiamo ascoltata tanta con UN PAESE A SEI CORDE. E Sandro di Pisa, con quell’aria seria e gli occhi così severi, quasi un po’ tristi, insieme a un Marco Roverato sempre pronto a giocare a fargli da spalla col suo contrabbasso, è riuscito, invece, a farci tanto divertire col suo buon, sano, vecchio jazz. Grandi classici e qualche sorpresa, come il Tuca Tuca con cui hanno aperto la serata, intervallati dalle belle composizioni originali di Sandro, oltre che dalle sue simpatiche “canzoni auto spieganti”. E sì, perché, oltre che un grande jazzista, Sandro di Pisa è anche un didatta che imperversa su You Tube con le sue ironiche lezioni di musica. E anche qui ce ne ha voluto dare un saggio, così utile e tanto dilettevole. Intanto, per suonare il jazz, bisogna avere lo swing, ci ha spiegato, e Marco Roverato stava già lasciando il palco, come se non si sentisse adatto. Ma quando Sandro ha suonato le prime note de La Pantera Rosa, non ha saputo resistere e, naturalmente, ha pensato di rimanere anche per tutti gli altri pezzi che hanno reso questo concerto tanto originale e istruttivo. Le sue facce buffe e la sua finta goffaggine, mascheravano una bravura pronta e capace di tutto. Anche di improvvisare su una “canzone a richiesta”, un C’est si Bon, in cui Sandro gli suggeriva al volo gli accordi frammisti al cantato. Tutto vero? Che importa? Tra un applauso e una risata, abbiamo imparato com’è fatto un blues, come si costruisce la tipica canzone di San Remo e perché i jazzisti amano tanto gli standard americani. Il tutto immerso in un’atmosfera musicale di alto livello in cui di tanto in tanto faceva capolino, come uno spiritello ribaldo, il celebre lick di Shine On You Crazy Diamond dei Pink Floyd. Così la serata è volata via leggera e divertente e in un battibaleno, tra un Caravan scatenato e un Azzurro lento e struggente, ci siamo trovati ai saluti finali. Grandi gli applausi che il pubblico ha tributato ai due musicisti che, felici del feeling di questa serata, hanno concesso un bis di puro divertimento con i Flintstones, lanciati a gran velocità verso il mondo del jazz.

Patrizia & Mauro Gattoni

 

 





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