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Un Paese a Sei Corde

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Aktè

01/07/2018

Alle radici del suono a Briga Novarese

AKTE’
Claudio Farinone - Elias Nardi - Max Pizio - Ares Tavolazzi
Briga Novarese - 1° luglio 2018

Sul piccolo palco allestito nel cortile della chiesa di S. Giovanni Battista a Briga Novarese c’erano davvero tanti strumenti, tra i più disparati ed insoliti: un clarinetto contrabbasso, un sax soprano e uno tenore, un cajon con tanto di pedale, una chitarra flamenca, una baritona ed un’elettrica coi suoi effetti elettronici, un Oud meravigliosamente cesellato ed un contrabbasso a cinque corde, scuro e vissuto. Quando a suonarli sono saliti Max Pizio, Claudio Farinone, Elias Nardi e Ares Tavolazzi, alla suggestione del luogo si è aggiunta la magia di una musica soave, dal gusto mediterraneo, in un mescolarsi di culture ispirato al nome di Aktè, divinità greca del piacere, del riposo e del nutrimento. Le delicate note di Brise, di Elias Nardi, hanno aperto la serata intrecciandosi col canto delle rondini che volteggiavano sopra le nostre teste. La perfezione svizzera di Max Pizio che, senza muoversi dal cajon su cui era seduto, passava dalle note più squillanti dei sax a quelle profonde e tenebrose del clarinetto contrabbasso, si scioglieva nel suo dolcissimo sorriso, che mai ha smesso di regalarci. Musiche eleganti e calde, che ci hanno parlato di quei mondi da cui la nostra cultura, in fondo, trae origine e che, forse proprio per questo, ci hanno trasportato in un’atmosfera intrigante e rilassata. Non fosse stato per le zanzare, indomabili... Non fosse stato per i giovani centauri che smarmittavano nei pressi, incuranti dei divieti, tanto che persino Ares Tavolazzi, dall’alto del suo fair play, ha finito con lo schernire, interrompendo per un attimo il suo meraviglioso intro di Albaicin, di Farinone. Ma poi la malia di quella musica era subito pronta a riconquistare il pubblico, specie quando Max ha porto ai presenti una delicata fila di campanelli, il cui tintinnio è passato di mano in mano in un’atmosfera da Mille e una notte. Melodie arabe, macedoni, armene o irachene, dai titoli esotici, che univano pezzi originali con brani della tradizione, e tra le cui note i nostri musicisti si muovevano con grande maestria. Straordinario il duetto di oud e contrabbasso di Elias Nardi e Ares Tavolazzi che ci parlava di terre lontane. Meraviglioso l’arrangiamento, struggente e delicato, di No Photo Reposare suonato da Claudio Farinone e Max Pizio, che ci ha portato in un Mediterraneo più vicino. Ma tutte le cose belle prima o poi finiscono e anche questa serata si avviava verso la fine, senza però farci mancare un piccolo tocco jazz. Grandi gli applausi che il pubblico ha tributato a questo incantevole quartetto, fino ad ottenere la meraviglia di El Noi da la Mare, bellissimo bis con cui ci hanno cullato verso la buona notte. Zanzare permettendo...

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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