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Un Paese a Sei Corde

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Chitarra Femminile Singolare.1

14/07/2018

Raphaella Smits a Cesara

RAPHAELLA SMITS
Chitarra Femminile Singolare
Cesara - 14 luglio 2018

Dopo averla tanto corteggiata, finalmente UN PAESE A SEI CORDE Master è riuscito a portare al suo pubblico, complice un Francesco Biraghi sempre alla ricerca dei più bei nomi della chitarra classica femminile, la grande Raphaella Smits. Perfetta l’intima cornice della chiesa di San Clemente a Cesara, in una serata purtroppo penalizzata dalla minaccia di un temporale incombente. Introdotta dalla ormai irrinunciabile presentazione del maestro Biraghi che, in poche e dotte parole riesce sempre ad illustrare con semplicità e chiarezza il programma scelto, la sua storia e i suoi autori, la chitarrista belga ha fatto il suo ingresso tra gli applausi dei presenti, tra cui alcuni estimatori giunti da lontano proprio per lei. Col suo lungo abito blu e un bel sorriso, ha inforcato gli occhiali e chiuso gli occhi, concentratissima. Le sue dita hanno cominciato a correre veloci e precise sulle note della Suite di Manuel Maria Ponce “Hommage à S. L. Weiss”. Nella chiesa l’attenzione era massima. Non un fiato, un rintocco di campane, uno scatto fotografico potevano permettersi di interrompere il religioso silenzio che circondava le splendide note di cui la Smits ci faceva dono. D’altro canto il programma presentato era prestigioso e impegnativo. Come poter pensare di disturbare la drammaticità della Ciaccona di Bach con un sospiro o lo scricchiolio di un banco? Il rapido fluire delle note dalle mani della concertista ha fatto quasi trattenere il fiato all’intera platea per tutti i quindici minuti del bellissimo brano. L’uso dello spartito è sembrato dare un’interpretazione più rilassata alla Fantasia di Telemann, che ci ha condotti verso l’ultima parte del concerto, tutta dedicata alla Suite Compostelana di Mompou. Ed è stata proprio la Smits a raccontare al pubblico tutta la storia dell’autore e della sua opera, per prepararlo alla sua musica quasi impressionista, a volte surreale e addirittura dissonante. Certo non semplice, ma accolta da grandi applausi che le hanno fatto concedere ben due bis, una delicatissima Nevicata di Benvenuto Terzi, in onore al nostro Paese, seguita da una struggente Alfonsina y el Mar, “rubata” in un caffè argentino. Un privilegio poter seguire così da vicino un’esibizione di questa concertista di fama mondiale. Reso ancor più importante dalle sue piccole e umane fragilità che solo un ascolto tanto intimo può far apprezzare.

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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