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Hermanos trio

21/07/2018

Max Puglia, Nico di Battista, Francesco Cavaliere a Baveno

HERMANOS Trio
Max Puglia, Nico di Battista, Francesco Cavaliere
Baveno - 21 luglio 2018

Gli Hermanos Trio, alias Max Puglia, Nico di Battista e Francesco Cavaliere, erano la scelta perfetta per animare una bella serata di luglio in una località turistica deliziosa come Baveno, sul nostro lago Maggiore. Ma poi natura e tecnologia qualche volta sembrano allearsi per scompigliare anche i migliori progetti, e nuvoloni grigi e tetre previsioni meteo, hanno costretto gli organizzatori a rinunciare ad allestire lo spettacolo sul magnifico sagrato della chiesa dei Santi Gervaso e Protaso per il più sicuro Salone Nostr@domus, lì accanto. Peccato, perché in realtà la serata si è rivelata fresca e piacevole e ben si sarebbe prestata ad accogliere all’aperto questo vivace concerto. La sala si è subito riempita all’inverosimile di turisti e appassionati e Nico di Battista ha aperto il concerto abbracciato alla sua chitarra, incantando tutti con una sua magica versione di Era de Maggio. Una delicata introduzione all’anima napoletana di questo trio di amici che condividono fin dall’infanzia l’amore per la musica. Ritmi jazz dal sapore mediterraneo e misterioso, hanno subito condotto in scena pure Max Puglia e Francesco Cavaliere, trasformato per l’occasione anche in presentatore internazionale. Di Battista ha lasciato a loro le chitarre per passare ai suoni profondi nientemeno che di un basso a sette corde. E mentre l’atmosfera si scaldava e i tre amici si lasciavano andare al divertimento di improvvisazioni intorno alle loro composizioni, come Caliente o Falsa Buleria, cresceva anche la gioia del pubblico, pronto a premiare i musicisti con applausi a scena aperta. Molta altra gente continuava ad arrivare attirata dalla musica, ma non c’era più posto neppure per uno spillo. E intanto, tra risate, sfide musicali e battute, il nostro trio ha alzato il livello sempre più e la serata si è pian piano trasformata in un momento di gran divertimento, tra gli applausi dei presenti e persino l’abbaiare festoso di un cane. E se nei ringraziamenti son venuti fuori nomi appartenenti al festival sbagliato, sarà stato un errore o una celia? Che importa! L’effetto dirompente della loro versione di Spain di Chick Corea, con le chitarre che sembravano sul punto di esplodere e il basso che suonava come una tastiera, ha lasciato un tale euforico senso di stordimento che, anche dopo l’ultimo brano, ha fatto rimpiangere una cosa soltanto: il cielo stellato rimasto là fuori per noi, per i musicisti e per tutti coloro che non sono riusciti ad entrare dentro questo salone.

Patrizia & Mauro Gattoni

 

 





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