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Beppe Gambetta e J.P.Cormier

01/08/2019

i giganti della musica

BEPPE GAMBETTA e J. P. CORMIER
Oleggio - 1 agosto 2019
LA MUSICA NEL SANGUE - In collaborazione con AVIS Oleggio

A Oleggio il primo di agosto è arrivato Babbo Natale. Sì, lo sappiamo che è il giorno sbagliato, ma vi assicuriamo che sembrava proprio arrivato lì davanti a noi e che fosse anche ben carico di doni. Ma andiamo con ordine. Grazie alla sezione LA MUSICA NEL SANGUE, AVIS Oleggio ha regalato un meraviglioso concerto ai propri donatori e simpatizzanti e il nostro festival ha invitato per loro nientemeno che Beppe Gambetta che, a sua volta, ha portato a suonare con lui J. P. Cormier, grande musicista canadese per la prima volta in Italia. E già si capisce quanto il palco fosse pieno di regali. Le previsioni minacciose di pioggia hanno consigliato di allestire la serata nel Teatro Comunale che si è riempito in ogni settore, consentendo ad un grandissimo numero di persone di assistere a questo straordinario spettacolo. E quando Beppe Gambetta è entrato in scena con la sua bravura e la sua simpatia, la festa è cominciata. Quante volte abbiamo applaudito questo musicista dallo spirito americano e l’anima genovese? Tante, ma ogni volta riesce a sorprenderci con qualcosa di nuovo. E se la ballad Randall Collins con cui ha aperto il concerto ha subito fatto scrosciare gli applausi del pubblico ammirato, le sue piccole storie con cui raccontava i brani e riempiva i cambi di accordatura hanno subito acceso il teatro di risate e allegria. Così, tra una risata e l’altra, abbiamo anche imparato come si pronuncia correttamente “Arkansas” e non lo dimenticheremo mai più. Le immancabili scarpe rosse e la sua tecnica elegante e impeccabile sono sempre il suo marchio di fabbrica, come lo è quel ricordo di De Andrè che non manca mai nella sua scaletta. Strepitoso l’arrangiamento de Il Pescatore, così emozionante e coinvolgente da far cantare anche la platea. E poi, all’annuncio di J. P. Cormier, ecco salire sul palco lui. D’accordo non aveva la giubba rossa, ma l’incedere del fisico imponente e gli occhi buoni, azzurri come il cielo dietro agli occhialini, facevano pensare una cosa sola: è arrivato Babbo Natale. Una versione giovanile, certo, in camicia a scacchi e jeans tenuti su dalle bretelle, ma pronta a offrire una musica che usciva dalla sua chitarra senza quasi che le sue dita si muovessero. Come una magia. Grande l’entusiasmo del pubblico per i brani con cui i due musicisti ci hanno fatto divertire, dalle canzoni alle ballads tipiche del nord est del Canada, fino al medley di pezzi di Doc Watson, vera e propria gara di velocità tra virtuosi del flat picking. L’esplosione di applausi che si è scatenata ha incendiato un teatro già caldo nonostante l’aria condizionata al massimo. E quando Beppe Gambetta ha lasciato il palco tutto per J. P. Cormier, un’altra magia si è compiuta. Non parla l’Italiano, ma la sua chitarra parla tutte le lingue del mondo, ci ha detto, e subito dopo eccolo lì solo con il suo strumento e le sue facce buffe a passare senza soluzione di continuità da un pezzo all’altro, dal folk al jazz al pop e al rock fino alla classica come un juke-box umano che sapeva stregare il pubblico in un muto gioco di sguardi e di puro divertimento. Assoluto padrone della scena. Applausi e risate ne hanno salutato la performance mentre Beppe Gambetta tornava in scena orgoglioso del dono che ci aveva fatto e pronto a duettare ancora un po’ con questo amico venuto da lontano. Ancora tanta bella musica, americana, canadese e ancora un po’ di De Andrè, per terminare poi con East Virginia Blues, una vecchia ballad dal finale travolgente. Finito? Eh no, non si possono certo lasciare andare due giganti del genere senza un bis, meglio due. E così, tra gli applausi travolgenti, ecco ancora Jimmy Brown The Newsboy e una incredibile Mozart in Hell da standing ovation. Tutti felici, tutti entusiasti, come bambini il giorno di Natale.

Patrizia & Mauro Gattoni

 


 





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