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Un Paese a Sei Corde

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RECENSTORIA 9 AGOSTO

21/08/2020

Paola Selva - Palma Cosa

PAOLA SELVA - PALMA COSA
Chitarra Femminile Singolare
Baveno, fraz. Feriolo - 9 agosto 2020

Se per anni UN PAESE A SEI CORDE Master ci ha presentato esclusivamente chitarriste classiche nella sezione Chitarra Femminile Singolare, in questa calda sera d’estate ci ha permesso di conoscere due musiciste che hanno saltato il confine invisibile per passare alla chitarra acustica. Sul sagrato della chiesa di S. Carlo Borromeo di Feriolo di Baveno, affacciato sulla splendida vista del lago Maggiore al tramonto, abbiamo così potuto applaudire Paola Selva e Palma Cosa. Due donne diversissime. Due amiche che per la prima volta sono riuscite in questa occasione a suonare insieme.
Ad aprire la serata è stata Paola Selva, friulana dall’aplomb elegante e disinvolto che già aveva suonato nella nostra rassegna in una passata edizione. Ed è partita proprio dal brano con cui ci aveva salutati qualche anno fa, Chitarristicamente, brillante come i riflessi di cristallo sul lago alle sue spalle. Brani di grande delicatezza, i suoi, dai titoli che raccontano piccole storie di vita. Titoli fatti di rebus, come 4 leghe sotto i mari, ermeticamente riferito ai bassi profondi che lo caratterizzano, o come Vicini, storia assai poco romantica di conflitti tra confinanti. E poi Confine, brano che ha per lei ha segnato lo spartiacque tra il mondo classico e quello acustico. Applausi e sorrisi per Paola e la sua musica, capace di regalare momenti di semplice serenità. Di Legno e di Vento, come il suo CD, aveva tutta l’energia della bora che le ha portato il legno della sua chitarra e Sbandaradan ha concluso un set di grande raffinatezza. Tra i grandi applausi del pubblico, ha poi chiamato sul palco Palma Cosa, per suonare insieme un paio di pezzi in cui miscelare i loro stili così diversi. Il doveroso omaggio al ricordo di Morricone e il sempre amato Piazzolla hanno così aperto la scena alla chitarrista tarantina, emozionatissima e quasi senza fiato per la gioia di suonare in questo festival. Mediterranea ed elegante nel suo abito nero, ci ha subito offerto il suo batticuore, con la melodia fresca di Raggio di Sole. E se le presentazioni si ingarbugliavano un po’, quando poi Palma Cosa suonava ci mostrava una musicista di grande talento, dalla tecnica sicura e impeccabile. Una vera trasfigurazione che metteva in evidenza tutte le sue doti di fingerstyler e quel suo lato rock che si nascondeva dietro tanto pathos. Il pubblico applaudiva l’energia di Siddartha e il suo orgoglio per Believe, prodotto durante il lockdown e presentato per la prima volta qui, rimanendo addirittura a bocca aperta per il suo riarrangiamento di Zombie dei Cranberries. Un plettro e un po’ di loop station hanno dato ancora più spessore a Tempesta, con il pubblico sempre più entusiasta. E tra sorrisi increduli e belle melodie, il concerto è arrivato alla fine, mentre sul lungolago finalmente si erano spente anche le grida dei bimbi in vacanza. Gli applausi hanno richiamato sul palco Paola Selva e le due chitarriste insieme ci hanno riproposto Libertango, finalmente libere dalla grande emozione, finalmente libere di godere dei complimenti del pubblico di UN PAESE A SEI CORDE Master.

Patrizia & Mauro Gattoni





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