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Un Paese a Sei Corde

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RECENSTORIA 20 AGOSTO

07/09/2020

Schertler Day

DARIO FORNARA - DAVIDE SGORLON
Mendrisio - 20 agosto 2020

I confini di UN PAESE A SEI CORDE Master si allargano sempre più e, in questa calda serata di agosto, hanno raggiunto addirittura la Svizzera, con Mendrisio. Complice il rapporto privilegiato con la Schertler, che qui ha sede, e i suoi impianti di altissima tecnologia che da qualche anno amplificano i concerti della nostra rassegna, offrendo a musicisti e pubblico un suono straordinario. A suonare nel bellissimo chiostro dei Serviti, con i suoi portici antichi, le colonne di pietra e le pareti istoriate, Dario Fornara e Davide Sgorlon, due grandi amici e collaboratori di UN PAESE A SEI CORDE. Dario, artefice dell’incontro tra la Schertler e il Festival, ha aperto la serata con la sua simpatia stralunata e la sua musica fatta di belle composizioni e grandi omaggi. Come la magia di A Salty Dog, dei Procol Harum, emerso dai ricordi di infanzia della sigla di un vecchio programma della RAI TV. Tutta nuova, invece, la bella Portata dal Vento, con una segreta (ma non troppo) dedica finale. Chiacchierando col pubblico e raccontando dei suoi sogni di suonare il basso in un’orchestra di liscio e passando da Besame Mucho a Palhaço di Egberto Gismonti, da un potpourri tratto dal suo CD Sequeri a un sognante Moon River, per lui i due minuti più belli di musica mai scritta, è arrivato in fondo al suo set scanzonato. Ma dopo aver ringraziato Stephan Schertler e tutti quelli che si danno da fare per organizzare serate come questa, che sono piccoli passi verso un ritorno alla normalità, ha trovato ancora il modo di scherzare con Davide Sgorlon, già pronto a salire sul palco, e rubargli ancora un po’ la scena con un’ultima Imagine, con tanto di piccolo e insperato coro del pubblico. Grandi applausi per lui, mentre già Davide era pronto a piazzare la sua serie spaziale di pedali per gli effetti con cui ci avrebbe stupiti da lì a poco. Elegante e misurato come sempre, Davide Sgorlon ci ha subito inebriati con la magia di Festival, una musica dalla delicata energia che sembrava piovuta dal profondo nord. E lo stupore, poi, con Mirrors e il gioco delle sonorità ottenute infilando un cd tra le corde della chitarra, l’ebow - che nessuno sa usare come lui - un bottleneck e la melodia ipnotica che si rifrangeva nell’elettronica. Tutti a bocca aperta, in attesa di esplodere in un grande applauso. Poche parole per Davide. Poche chiacchiere col pubblico ammaliato. E niente titoli, taciuti apposta, per non togliere spazio alla musica. Una grande colonna sonora per questa serata senza tempo. Fino all’ultimo brano, Pink Freud, dagli armonici delicati su una bella melodia e quei tocchi geniali per un’atmosfera onirica. Tanti gli applausi entusiasti e Davide ha chiamato Dario Fornara per un bis tutto strano in cui regalarsi vicendevolmente una nota per giocare a improvvisare. Dopo essersi prestati l’accordatore, per cominciare. E per ridere, come due amici, unici, diversi e speciali, che sanno ancora divertirsi con la musica. E che musica!


Patrizia & Mauro Gattoni


 





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