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Un Paese a Sei Corde

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Recen-storia da Cressa

03/07/2021

La Musica nel Sangue

LORENZO NICCOLINI - FEDERICO FRANCIOSI “CIOSI”
Cressa - 3 luglio 2021

A volte basta un po’ di coraggio, per decidere di sfidare tutte, ma proprio tutte le previsioni meteo che pronosticavano temporali. Ma il cielo e il cuore dicevano che no, non poteva proprio piovere, non questa sera, non con le rondini che volavano in quel modo.
Così gli organizzatori di UN PAESE A SEI CORDE non hanno rinunciato ad offrire al loro pubblico uno straordinario concerto sotto le stelle del cortile del Municipio di Cressa, ai piedi delle colline novaresi, dimostrando che tutti i siti meteo, ma proprio tutti, si erano sbagliati alla grande.
Dopo i saluti orgogliosi del Sindaco Gattoni e quelli emozionati di Davide Sgorlon (che proprio sotto questo colonnato aveva esordito come chitarrista solista), curatore di questa parte di rassegna, ecco salire sul palco il primo dei due chitarristi di stasera.
LORENZO NICCOLINI, dopo quasi un anno senza concerti, ha subito spalancato il suo sorriso sul pubblico che ha riempito il cortile, raccontandosi con la sua voce ruvida e il bell’accento toscano. E i presenti hanno applaudito entusiasti la sua musica, affascinati dalla sua tecnica e dalle belle melodie. Musicofilia, con le sue tre parti, la sua bella composizione con cui ha cominciato. Padrone del palco, chiacchierava con la platea di tapping, percussioni, musica polifonica e accordature aperte, mentre era già pronto a regalarci il ritmo di Oki, trasformando in bonghi la chitarra capovolta tra lo stupore di molti. Elettrizzato dagli applausi di un pubblico finalmente dal vero, si è buttato in un fantastico blues, di quelli che potrebbero andare avanti per ore, compresa qualche incursione nella musica classica, prima di passare ai film, nella sua deliziosa versione della Valse di Amélie e l’omaggio al genio di Morricone. E tra una chiacchiera e un gioco ecco arrivare un altro dei suoi brani, strano ed evocativo, Funky alla Turca, in cui le mani sembravano vivere di vita propria e saltare leggere tra le corde e gli accordi, guidate da richiami mediorientali, mentre gli occhi dei presenti faticavano a seguire il loro incredibile ritmo. Ma dopo tanto gioioso furore, Lorenzo Niccolini, ci ha voluto salutare con un brano dolcissimo, dalla fresca allegria, Giselle. Delizioso. E grandi applausi hanno salutato il suo sorriso raggiante, prima di lasciare il palco ad un altro chitarrista straordinario.
A presentarlo, in questa serata dal sapore di festa d’estate, Dario Fornara, uno dei direttori artistici della rassegna, felice di questa bella serata “a casa di amici”.
FEDERICO FRANCIOSI, in arte “CIOSI” ha subito portato in scena una simpatia strabordante, piena di una gioia di vivere da regalare a piene mani al pubblico. Mancino, veneto dalle origini argentine e una voce capace di farsi straordinariamente “americana” nelle canzoni dal gusto country che hanno scatenato gli applausi dei presenti. Ispirato dall’ammirazione per un altro grande amico di UN PAESE A SEI CORDE, Beppe Gambetta, ha incantato tutti col suo flatpicking. Nashville Blues, Transatlantic, dedicato ai nonni che gli hanno insegnato la voglia di divertirsi e l’amore per la musica, Dream Guitar, sono stati i bellissimi pezzi con cui ha aperto il suo concerto. Senza mai smettere di giocare e scherzare con la platea, ammirata e divertita allo stesso tempo. Gli piace far ridere la gente e questa sera si è visto. Anche quando ha tentato di farci tenere il tempo schioccando le dita in una bellissima versione di Corinna Corinna, di Muddy Waters, e ognuno ha finito con l’andare per i fatti suoi, tra incontenibili risate. Anche quando si è scatenato con Rolling My Sweet Baby's Arm, o si è buttato nel romanticismo di Silvia’s Eyes, scritta per la moglie. Ma quanta emozione, poi, con Il Pescatore di De André declinato in Italiano, Spagnolo e Inglese dalla sua voce calda e graffiante. Ma quando ci si diverte il tempo vola, e, dopo averci regalato la magica leggerezza di My Favorite Things in salsa flatpicking, Ciosi ci ha salutato con il rithm & blues scatenato di Kansas City. Tanta energia e tanti applausi per questo spettacolo unico, fatto di gioia e bella musica, suonata e cantata meravigliosamente. Una serata che ci ha portato due artisti così diversi e così tanto bravi e divertenti da rallegrare le nostre anime, dopo tanti mesi cupi. E allora, libero sfogo agli applausi, ai sorrisi. Sì, hanno fatto bene gli organizzatori di UN PAESE A SEI CORDE ad avere coraggio e ascoltare il cuore, anziché il meteo. Le stelle da lassù ringraziano.

Patrizia & Mauro Gattoni





Un Paese a Sei Corde
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