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Un Paese a Sei Corde

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Recen-storia da Cureggio

10/07/2021

Valter Tessaris

VALTER TESSARIS
Cureggio 10 luglio 2021

Accolto da un gran volo di rondini che garrivano in cielo, Valter Tessaris è salito sul palco allestito accanto alla chiesa di Cureggio con una gran voglia di suonare, di tornare a fare spettacolo davanti ad un pubblico vero. Chitarrista autodidatta, eclettico e raffinato, con quel po’ di grezzo che arriva dalla musica di strada e che non guasta, Valter si è subito presentato al pubblico prima di aprire il suo concerto con Joy, sua bellissima composizione dedicata alla gioia di questo suo lavoro, ricco di emozioni da regalare a chi lo ascolta. Un’esplosione di festosa allegria, che percussioni, loop station e l’uso di un archetto da violino hanno reso ancor più ricca. Non c’è limite alla fantasia. Che bello riascoltarlo dopo qualche anno, per i fedelissimi di UN PAESE A SEI CORDE. Che piacevole sorpresa per chi lo ha applaudito per la prima volta. E poi Fingerdance, per giocare col tapping, un po’ di elettronica, il campanile che batte le ore, e la mascherina. Il chitarrista mascherato? O forse solo per ricordarci di rispettare le regole, ma senza smettere di giocare. Chissà. E perché non fare una bella Come Together dei Beatles, magari in versione funky, per trasformare la piazza in discoteca? Soprattutto se il pubblico si diverte e applaude a piene mani. Perché Valter Tessaris, non è il tipo da seguire scalette, ma preferisce decidere in base alle emozioni dei presenti. Ed è così che ha deciso che era il momento di un bel blues, perché un chitarrista non può fare a meno del blues. Intanto continuava a giocare, tra cover e brani originali, suonando (forse) persino coi bottoni della camicia, la chitarra impugnata capovolta, per la gioia di stupire la platea. Ama suonare in strada, ama il contatto diretto con le persone e vorrebbe che i Comuni dessero più valore agli artisti di strada. Lo vorremmo tutti, anche i Sindaci seduti tra il pubblico, ne siamo sicuri. Per questa sera ci siamo dovuti accontentare di applaudirlo così, sul palco, mentre ci suonava Tic Toc, nato in una notte insonne popolata di orologi. Mentre riaccordava la chitarra scordata dall’umidità serale. Mentre si scatenava in un allegro ritmo forsennato di cui non sa nemmeno il titolo, preso di mira dai fotografi che si alternavano sotto il palco per immortalare il momento. Mentre dietro di lui si stava materializzando una scenografia di nuvole temporalesche che speravamo restassero lontane. Giusto il tempo di farci ascoltare la sua versione di Drifitng di Andy McKee, giusto il tempo di ringraziare Lidia e Domenico, ed ecco le prime gocce, i lampi sempre più vicini. Il temporale non gli ha nemmeno concesso di farci ascoltare l’ultimo brano del concerto. Un vero peccato. Fino a quel momento era stata una serata fantastica, di grande musica e divertimento e Valter Tessaris meritava di prendersi tutti gli applausi e i sorrisi che il pubblico, entusiasta, aveva in serbo per lui, per il suo gran finale. Ma ci rifaremo, promesso.

Patrizia & Mauro Gattoni





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