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Un Paese a Sei Corde

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Loccisano trio

26/08/2017

La festa e il calore del sud

LOCCISANO TRIO
Francesco Loccisano - Tonino Palamara - Antonio Petitto
Orta s. Giulio - 26 agosto 2017


“Ma cos’è? A Orta c’è la Notte della Taranta?” No, non proprio, ma una musica che nasce dalla stessa terra, dalle stesse radici culturali, dalla stessa passione che scuote le viscere della gente di fuoco del Sud. A portarla in questi luoghi Francesco Loccisano che, abbracciato alla sua meravigliosa chitarra battente, è venuto a suonare l’orgoglio delle sue origini e la fierezza di chi vuol coltivare il luogo dove è nato, senza cercare altrove la propria vita. Una chitarra affascinante la sua, piccola con le sue 5 coppie di corde, le fasce a doghe e la buca decorata da un sole pieno di stelle. Una chitarra presa dalla tradizione dell’accompagnamento al canto ed elevata a strumento solista da questo artista di poche parole ma ricco di musica. E stato chiaro fin da subito, quando da solo sul palco ci ha incantato con Il Volo dell’Angelo, la melodia ipnotica e potente con cui ha aperto la serata. Solo ora ha chiamato i suoi compagni di palco: Antonio Petitto al contrabbasso e Tonino Palamara alle percussioni che hanno arricchito con ritmi caldi e morbidi le belle melodie intessute da Francesco. Dalle loro mani arrivavano i colori della Calabria e il pubblico, zeppo di turisti giunti da ogni parte del mondo, che ha affollato la bella piazza Motta, applaudiva entusiasta. Ritmi e sonorità dalle solide radici mediterranee rinati a nuova vita grazie all’amore di questi artisti e trasformati in una musica moderna e raffinata, un po’ jazz, un po’ rock, come le chiome agitate da Loccisano sul palco. Qualche parola per raccontare quel suo strano strumento, e poi eccolo tornare alla musica, interrotta solo dagli applausi della folla. Scilla, Solstizio, Danza Ionia, alcuni dei titoli dei bellissimi brani suonati per noi questa sera e che ci hanno letteralmente stregato. Persino i bambini che giocavano intorno erano magicamente risucchiati da quei ritmi e avrebbero voluto mettersi a ballare davanti al palco. Ma le recenti norme sulla sicurezza, con le loro transenne e divieti, non lo permettono. A danzare sono state, allora, soltanto le nostre anime, trasportate da questa festa di note. E se c’era spazio, con Amico Brozman, per il ricordo di un amico di corde che non c’è più, l’ironia de Il Volo Del Calabrese, si è trasformato in un gioco tra i musicisti, una battaglia tra contrabbasso e percussioni, orchestrata da Francesco dietro il palco, prima di risalirvi per riportare il pezzo sulle onde della tarantella, un po’ jazz e un po’ oltre. Una serata allegra e trionfale, finita troppo presto. Almeno per noi Piemontesi conquistati da questi cuori caldi del Sud. Da questi musicisti fieri difensori della propria storia e delle proprie tradizioni, rinnovate giorno dopo giorno. L’entusiasmo del pubblico ha avuto bisogno ancora di un bis e Kaos Kalabro è stato l’ultimo brano che Francesco Loccisano ci ha voluto regalare col suo Trio. Una tarantella? Un pezzo rock? Che importa: per noi è solo una musica meravigliosa.

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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