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Un Paese a Sei Corde

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Musica da ripostiglio

16/09/2017

L'ultimo concerto della XII edizione!

MUSICA DA RIPOSTIGLIO
Fontaneto d’Agogna - Phenomenon - 16 settembre 2017

Una festa. Una vera grande festa per salutare col sorriso la dodicesima stagione de UN PAESE A SEI CORDE. E per rendere più allegra questa ultima serata del nostro festival, chi meglio dello spumeggiante virtuosismo del gruppo toscano che risponde al nome di Musica da Ripostiglio? Luca Pirozzi, chitarra e voce, Luca Giacomelli, alla chitarra, Raffaele Toninelli, al contrabbasso, e Emanuele Pellegrini, alla batteria, hanno portato sul palco del Phenomenon di Fontaneto d’Agogna il miglior swing italiano - e non solo - riveduto e corretto secondo il loro estro e la loro bravura. La prima sorpresa è stata la commedia dolce-amara racchiusa in Gli Artisti, una loro composizione che racchiude tutto il loro ingegno e, in fondo, anche la loro vita di musicisti, proposta con quell’allegria graffiante che aiuta a superare anche i momenti più bui. La seconda è stato un vecchio pezzo di Celentano, Storia d’Amore, magari non molto conosciuto e non così vecchio da appartenere all’epoca d’oro dello swing, ma interpretato con l’ironia straordinaria di chi con la musica può fare davvero quel che vuole. E poi via, giocando con gli strumenti e col pubblico, alternando versioni più o meno serie di vecchi successi a canzoni originali, ora profonde come Ti Fai Grande, ora spassose come I Capelli. Filo conduttore dello spettacolo è sempre stata la voglia di divertire e divertirsi, mettendo in gioco grande creatività e professionalità meticolosa, capace di far sembrare semplice e giocosa anche la Czarda più scatenata e irriverente, o di improvvisare un brano lì per lì, per coprire il veloce cambio della corda rotta di una chitarra. Al pubblico non restava altro che la spensierata voglia di ridere, mentre le gambe fremevano per ballare. E applaudire, applaudire, applaudire. Potevano mancare, Bartali o Tu Vuo fa l’Americano o un omaggio al genio di Django Reinardt? Certo che no, ma sempre contaminati da interferenze musicali giunte da ogni dove, persino da Seven Nation Army o da Mozart o dai Queen. E se la loro canzoncina L’Orchestrina da Ripostiglio continuerà a risuonare nelle nostre teste ancora per giorni e giorni, sarà anche per l’irresistibile bravura di Emanuele Pellegrini, capace di suonare divinamente non solo la batteria, ma anche tutto quello che di percuotibile c’era sul palco. Il finale, poi, sembrava destinato a non finire mai, tra la sorpresa e le risate del pubblico, in quella che, dopo il bell’assolo di Raffaele Toninelli al contrabbasso, è diventata una gara a chi ne sapeva di più, con un’infinità di omaggi e citazioni musicali. Fino alla fine, fino alla commozione di Lidia nel fragore degli applausi. Uno spettacolo grandioso che meritava certo un pubblico ben più numeroso di quello accorso stasera. Peccato. Peccato soprattutto per chi, forse impigrito dalle prime avvisaglie dell’autunno o forse scoraggiato dall’unica serata a pagamento di tutto il festival, ha preferito annoiarsi altrove piuttosto che cogliere questa incredibile opportunità di puro divertimento. Di quel divertimento di qualità che spesso dimentichiamo essere capaci certe orchestrine italiane, anche quelle da ripostiglio.

Patrizia & Mauro Gattoni

 





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