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Un Paese a Sei Corde

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RECENSTORIA 12 LUGLIO

23/07/2020

Pierangelo Mugavero

PIERANGELO MUGAVERO
Ameno - 12 luglio 2020

È sempre bello incontrare di nuovo giovani artisti che si sono fatti applaudire in passato, nella sezione Volare in Alto de UN PAESE A SEI CORDE Master, e constatare quanto siano cresciuti musicalmente. È anche un grande motivo di orgoglio per gli organizzatori sapere che ci avevano visto giusto, che la carriera di quei ragazzi ha davvero “preso il volo”. Questa sera abbiamo avuto la buona sorte di riabbracciare (virtualmente) Pierangelo Mugavero, arrivato fin qui da Salerno con una bella dose di adrenalina e tutta la voglia di suonare davanti a quel pubblico vero che il Covid gli aveva negato finora. La magia del Parco Neogotico di Ameno, con la sua torre affrescata da cui immaginare di vedere affacciarsi una principessa, faceva da sfondo e da punto di partenza per il viaggio intorno al mondo a bordo della chitarra. Tirrenica è stato il pezzo con cui ha aperto la sua performance prorompente, una bellissima melodia nata durante il lockdown. Un regalo per noi, ma soprattutto per Lidia e Domenico che hanno avuto il coraggio di non arrendersi e di portare avanti questo festival, con tutti i limiti e tutte le attenzioni imposte. E poi via, a spasso nel fingerstyle, di cui raccontare i segreti con l’amore e la semplicità di un bravo papà. E intanto le mani non smettevano mai di correre sulle corde, mescolando classici di ogni genere, da Blue Moon a Tequila, da Nada a Carosone, da Azzurro a Kalinka, fino a quella Bella Ciao che ha unito musicalmente i balconi in quarantena. Giocava e scherzava col pubblico: i dischi da vendere per non far arrabbiare la moglie a casa, i brani nuovi da presentare, con l’entusiasmo di un bambino mescolato al talento del grande professionista. Fresca e solare La Danza delle Corde intrecciata alle note di Tammuriata Nera. Persino lo stesso Mugavero non ha resistito alla voglia di alzarsi in piedi a danzare con la sua musica. E noi avremmo voluto fare altrettanto. Sempre più sfrenate, le sue mani correvano sulle corde di Rush Hour e degli omaggi ai suoi miti Chet Atkins e Tommy Emmanuel. Sempre più calorosi gli applausi e la voglia di cantare del pubblico. E perché allora non approfittare per sfogarsi sulle note di Je So’ Pazzo? Quando ci vuole ci vuole!
Ma tra un brano scatenato e l’altro, c’è stata anche la leggera dolcezza di Ludovica, per la sua bimba, e l’allegria spensierata di Luci dell’Arizona, “pensata” in viaggio di nozze. La musica calda e selvaggia di Tormenta e Bonaccia, ci ha fatto conoscere da lontano anche la sua band irpina, gli Zeketam. Straordinaria. Sarà stata la simpatia, le risate, o forse è stata tutta colpa delle note così veloci, ma il concerto è finito troppo presto. Un bis tutto speciale, però, era già pronto per noi: Novembre, il mese in cui ha conosciuto sua moglie. E così ci ha salutato, con la dolce allegria della nascita di un amore. In questo luogo di favola dove, dalla torre, è uscito un principe. Con la chitarra.

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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