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Un Paese a Sei Corde

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RECENSTORIA 5 SETTEMBRE

19/09/2020

Luca Lucini e Sergio La Vaccara - Musaicum

LUCA LUCINI & SERGIO LAVACCARA
Briona - 5 settembre 2020

C’era un castello, un Marchese, un’antica tinaia, ricca di vetuste vestigia enologiche. E nella tinaia, dall’acustica sorprendente, c’era un piccolo palco su cui si è esibito un duo di chitarra e violino che ci ha presentato un programma perfetto per questo luogo. E senza bisogno di alcuna amplificazione. Luca Lucini, alla chitarra, e Sergio La Vaccara, al violino, arrivati fin qui grazie alla collaborazione di UN PAESE A SEI CORDE Master con ARTEXE per la sezione "Musaicum", hanno presentato al pubblico di Briona lo spettacolo “Danze e Virtuosismi - itinerario di suoni dalle virtuose evoluzioni”. Nel racconto di La Vaccara, bravo violinista e perfetto presentatore, eccoli cominciare con alcune danze di John Dowland, nella trascrizione per chitarra e violino dall’originale per liuto che ben si sposa a quest’ambientazione suggestiva. E poi Vivaldi e Paganini, avvicinandosi un po’ alla volta ai giorni nostri. E l’atmosfera del luogo si rivelava sempre perfetta, portando con se il ricordo, immobile e vivo, di ogni epoca vissuta e suonata. Il pubblico applaudiva entusiasta, forse anche un po’ sorpreso dell’allegria leggera e moderna della Sonata n. 1 dal Centone di Sonate per chitarra e violino che il duo ci ha fatto riscoprire, mentre il pensiero andava ai cafè-chantant di parigina memoria. Potere dei grandi maestri che hanno fatto la storia della musica. Ma intanto i nostri musicisti ci facevano conoscere autori via via più recenti e un po’ meno noti, come Riccardo Zandonai, con l’intensitità di Amarezze, Jaques Ibert, con l’ipnotica vivacità di Entr’Acte, e Matteo Falloni, con Jewel, dal languido inizio di chitarra sola. Curioso che il pubblico abbia deciso di non applaudire al termine di ciascun pezzo, come se fossero parti di un unico brano. Piccole stranezze di chi vive solo di antichi compositori? Chissà. Ma finalmente anche per Luca Lucini, fin’ora muto coprotagonista, ha fatto sentire la sua voce presentando due straordinari brani di Astor Piazzolla tratti dalla sua meravigliosa Histoire du Tango. E persino la sua chitarra pareva, d’un tratto, più vigorosa. Ma il concerto in un attimo era giunto al suo termine e non ci rimaneva che chiedere, tra gli applausi, un ultimo bis. E Luca Lucini e Sergio La Vaccara ci hanno regalato tutta l’allegria di un piccolo, straordinario valzer gipsy, Bistro Fada, di Stephane Wrembel, che Woody Allen ha scelto per il suo film Midnight in Paris. Quale augurio migliore per una buona notte di sogni di antichi castelli e dame danzanti?

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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