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Un Paese a Sei Corde

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RECENSTORIA 12 SETTEMBRE

10/10/2020

Anita Camarella e Davide Facchini per Schertler

ANITA CAMARELLA & DAVIDE FACCHINI DUO
Liutai in Villa
Ameno - 12 settembre 2020

Non è stato facile organizzarla, ma alla fine la due giorni di LIUTAI IN VILLA è riuscita benissimo. Per la gioia di Dario Fornara che tanto si è speso per questo evento. D’accordo, non eravamo nella villa prevista, ma Palazzo Tornielli ad Ameno, così bello e con le sue salette perfette per chi voleva provare i vari strumenti in tutta sicurezza, si è rivelato perfetto per accogliere espositori e pubblico. E la prima delle due giornate si è conclusa con un concerto delizioso. Sul palco Anita Camarella & Davide Facchini, un duo straordinario capace di stupire con la sua suggestiva bravura d’altri tempi. Già si erano fatti applaudire qualche anno fa nel nostro festival, ma stasera avevano in serbo per noi un progetto completamente diverso. Un viaggio geografico e storico tra America e Irlanda, unite e divise dall’Oceano. Un viaggio cominciato con Angeline the Backer, grande classico che tutti conoscono e di cui pochi sanno la storia. Almeno fino a che Anita non ce l’ha raccontata stasera. Impossibile non lasciarsi conquistare dalle sue trecce rosse sull’abito bianco, dal suo sorriso, e, soprattutto, dalla sua voce meravigliosa. Voce melodiosa che ci ha guidati in questo viaggio, voce flautata capace di ogni magia. Al suo fianco, la chitarra del maestro Davide Facchini regalava la musica perfetta ad ogni brano, con quella semplicità magistrale e sorridente che solo i grandi musicisti sanno mettere in campo. Un salto in Irlanda con la popolare Foggy Dew, ed eccoli pronti a tornare al di là dell’oceano con qualche pezzo dal loro nuovo disco, Our House, in cui Anita ha messo tutto il suo meraviglioso talento di autrice, inciso a Nashville e pregno delle atmosfere di quella parte di mondo. E mentre il loro viaggio musicale continuava raccontandoci l’irriverenza di Ank Williams e la semplice genialità di Elisabeth Cotten e della sua chitarra suonata al contrario, i due artisti hanno trovato il modo per stupire ancora di più il pubblico, tirando fuori ben due sorprese dal cilindro: la prima è stata la versione canterina del maestro Facchini, e la seconda è stato il nuovo strumento con cui Anita si è accompagnata per alcuni brani. Una autoharp che ha aggiunto ben 37 corde al nostro Paese a Sei Corde. Curioso il percorso storico che l’ha portata dall’Est Europa, dove lo strumento è nato, fino al Sud degli Stati Uniti, e straordinario il modo in cui Anita la suonava, passando dall’America all’Irlanda, dai ritmi allegri di antiche canzoni ammiccanti dai testi licenziosi, a quelli più languidi e struggenti, mentre Davide si dilettava al mandolino americano, coprendo anche le note un po’ cafone di una festa chiassosa che arrivavano dall’altra parte della strada. E poi, d’un tratto, niente più strumenti per Anita, sola, al centro del palco, accompagnandosi col battito ritmato delle sue mani sulle gambe e sulle spalle, come in un gioco di bambini, con i piedi a dare il tempo, per una versione piena di magia di Bring me Little Water, Sylvie di Lead Belly. Un incanto. Grandi gli applausi del pubblico estasiato e divertito, per il quale Anita e Davide hanno voluto plasmare questo meraviglioso concerto scegliendo brano dopo brano dal loro librone pieno di musica. Ma ogni cosa bella ha una fine, e anche lo spettacolo di questa sera è arrivato al suo termine. Non senza un ultimo brano scoppiettante del nostro amatissimo duo. Ma, soprattutto, non senza un bis molto speciale, che ha visto salire sul palco un altro componente di questa famiglia canterina: la piccola Isabel, che ci ha salutati con uno spiritual che ha commosso i presenti. I’ll fly away. E anche questa bella serata di settembre è volata via. Succede sempre, quando ci si diverte.

Patrizia & Mauro Gattoni

 





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